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	<title>Random Magazine - New Media Art / E-Culture &#187; fake</title>
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	<description>Random links about Art &#38; Technology</description>
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		<title>Servizi&#8230;sociali</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Sep 2005 18:36:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vtanni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Come superare l'imbarazzo di trovarsi soli e disorientati nel bel mezzo di un evento mondano? La soluzione, per non sembrare "socially disconnected"...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Come superare l&#8217;imbarazzo di trovarsi soli e disorientati nel bel mezzo di un evento mondano? La soluzione, per non sembrare &#8220;socially disconnected&#8221;, potrebbe essere simulare una stimolante conversazione telefonica. Per aiutare le persone intente in questa operazione, oggi c&#8217;è un servizio. Si chiama <strong>You&#8217;re kidding me?!</strong> (mi stai prendendo in giro?) ed è un numero di telefono. Dopo aver chiamato, l&#8217;utente può scegliere se inscenare una conversazione informale oppure seriosa e importante. A quel punto, il sistema suggerirà passo passo tutte le frasi da pronunciare per rendere il tutto assolutamente credibile. Il servizio prende spunto da un&#8217;opera concettuale di Sebastian Campion ed è messo a disposizione dallo studio di design 1508 A/S di Copenhagen.</p>
<p><a href="http://www.guerrilla-innovation.com/archives/2005/09/000452.php">You&#8217;re kidding me?!</a><br />
<a href="http://www.campion.nu/works/dialogue">Dialogue</a><br />
<a href="http://www.1508.dk">1508 A/S</a></p>
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		<title>Piazza Nike, Vienna</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Oct 2003 08:02:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vtanni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A metà settembre, un curioso infobox è comparso al centro di Karlsplatz a Vienna. All'esterno, la scritta: "Questa piazza verrà presto rinominata Nikeplatz...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<iframe width="493" height="370" src="http://www.youtube.com/embed/UfHIhS3GhYY?fs=1&feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><p>A metà settembre, un curioso infobox è comparso al centro di Karlsplatz a Vienna. All&#8217;esterno, la scritta: &#8220;Questa piazza verrà presto rinominata Nikeplatz. Entra per saperne di più&#8221;. L&#8217;operazione è pubblicizzata da un sito e da una consistente attività di volantinaggio. Il progetto prevede, al centro della piazza, un gigantesco monumento monumento che ripropone il famoso &#8216;baffo&#8217; della Nike. I cittadini si incazzano, la Nike (che non c&#8217;entra nulla) si incazza. Si incazza persino molta gente che conosce il significato dell&#8217;evento, una performance della premiata ditta di artivisti <strong>0100101110101101.ORG</strong>, colpevole di fare pubblicità indiretta alla corporation. Insomma, il progetto funziona. Funziona nel suo toccare tutta una serie di nervi scoperti, dalla proprietà del marchio all&#8217;utilizzo eretico del potere dei media, alla risignificazione simbolica dei luoghi alla distinzione, sempre più labile, tra pubblico e privato, sociale e commerciale. Se i viennesi si incazzano, invece di dire &#8216;non è possibile&#8217;, è perché la commercializzazione degli spazi pubblici è già un fatto consolidato, e l&#8217;intestazione di una piazza a un brand, quando questo in molti casi già ne determina l&#8217;estetica, è solo questione di tempo.<br />
Prodotto con il sostegno del <strong>Public Netbase</strong> di Vienna, <strong>Nike Ground</strong>, come tutte le operazioni del duo, è un evento performativo di cui infobox e sito costituiscono solo il punto di partenza, e di cui le reazioni dei media e del pubblico sono parte fondamentale. Mailing list come <strong>AHA</strong> hanno già avviato interessanti discussioni, per gli articoli di giornale siamo in attesa.</p>
<p><strong>(domenico quaranta)</strong></p>
<p><a href="http://0100101110101101.org/home/nikeground/index.html" target="_blank">http://0100101110101101.org/home/nikeground/index.html</a></p>
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		<title>C&#8217;era una volta il fake&#8230;</title>
		<link>https://www.random-magazine.net/2003/09/cera-una-volta-il-fake/</link>
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		<pubDate>Wed, 10 Sep 2003 09:01:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vtanni</dc:creator>
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		<description><![CDATA["Ci sono più cose in cielo e in terra..." diceva qualche tempo fa un certo Amleto al buon Orazio. Da allora, le persone che compiono lo stesso errore di Orazio, pensando che i loro sistemi...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<em>Ci sono più cose in cielo e in terra&#8230;</em>&#8221; diceva qualche tempo fa un certo Amleto al buon Orazio. Da allora, le persone che compiono lo stesso errore di Orazio, pensando che i loro sistemi di comprensione possano esaurire la realtà, e la loro fantasia possa superarla, non sono certo diminuite. Gli artisti (e i net artisti) si sono sbizzarriti nel tempo ad inventarsi personaggi immaginari, identità fittizie, aziende fasulle che producono oggetti inesistenti, ma la realtà ha sempre avuto la meglio, e se le immagini dello storico <b>Rotten</b> sono così vere da sembrare attente ricostruzioni (tanto da diventare le opere di un artista inesistente, lo sloveno <b>Darko Maver</b>), i (veri) prodotti proposti da <b>Karex</b> non sono da meno.<br />
Il sito svizzero, vincitore dell&#8217;edizione 2003-2004 dei <i>Golden Web Awards</i>, offre alle aziende di ogni tipo e di ogni parte del mondo la possibilità di esporre nella sua galleria online i suoi prodotti, a patto che siano strani, ingegnosi, barocchi e divertenti. La galleria si divide in sezioni, che propongono prodotti per la casa, per il corpo o per gli animali domestici, giocattoli ed indumenti, dispositivi elettronici e prodotti da sexy shop. Tornano alla mente alcuni fake storici della net art, come <i>Wonderland</i> di <b>Julia Scher</b> (con i suoi &#8211; finti &#8211; dispositivi per la sicurezza dei bambini) o <i>FuckU-FuckMe</i> di <b>Alexei Shulgin</b>: qui è tutto vero, ma che ha da invidiare <i>Safe-T-Man</i>, una body guard di lattice ottima per la casa e l&#8217;automobile, all&#8217;<i>erotic enviromental neutralizing agent</i> della Scher? Tra le altre &#8216;merci di culto&#8217;, raccomandiamo ai chitarristi lo <i>smokey amp</i>, che ricicla autentici pacchetti di sigarette trasformandoli in amplificatori. Quanto agli amanti del trash, non hanno che da sbizzarrirsi tra orologi-catapulta e pesci canterini, berretti autoriscaldanti e mini-vibratori per la lingua&#8230;</p>
<p><strong>(domenico quaranta)</strong></p>
<p><b></b><br />
<a href="http://www.karex.net/" target="http://www.karex.net/">karex</a><br />
<a href="http://www.rotten.com/" target="http://www.rotten.com/">rotten</a><br />
<a href="http://www.0100101110101101.org/home/darko_maver/" target="http://www.0100101110101101.org/home/darko_maver/">darko maver</a><br />
<a href="http://adaweb.walkerart.org/~scher/" target="http://adaweb.walkerart.org/~scher/">wonderland &#8211; julia scher</a><br />
<a href="http://www.fu-fme.com/" target="http://www.fu-fme.com/">FuckU-FuckMe &#8211; alexei shulgin</a></p>
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		<title>Problemi Vendonsi</title>
		<link>https://www.random-magazine.net/2003/02/problemi-vendonsi/</link>
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		<pubDate>Wed, 12 Feb 2003 07:01:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vtanni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da sempre, il mercato offre al suo bacino d'utenza soluzioni per vivere meglio, andando incontro a bisogni e problemi. Un problema è quindi qualcosa...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Da sempre, il mercato offre al suo bacino d&#8217;utenza soluzioni per vivere meglio, andando incontro a bisogni e problemi. Un problema è quindi qualcosa di economicamente redditizio, ma solo in quanto implica una soluzione che qualcuno è sempre pronto a venderti. <strong>Problemarket.com</strong> è una borsa telematica, nata a Lubiana nel novembre 2001, che parte invece da un approccio radicalmente diverso: un problema è una sfida, un valore positivo, e come tale valutabile e vendibile per se stesso, indipendentemente da qualsiasi soluzione. Posizione che ha dimostrato valutando e vendendo dalla sua nascita ad oggi un gran numero di problemi, privati e collettivi (la guerra in Bosnia, la violenza delle forze dell&#8217;ordine, i media italiani etc.) Si tratta ovviamente di un <em>fake</em>, di un&#8217;iniziativa che, come con altre modalità hanno fatto <strong>RTMark</strong> o <strong>etoy</strong>, mima la struttura, il linguaggio e il funzionamento delle grandi multinazionali per denunciare lo strapotere dell&#8217;economia e mostrare come nulla venga preso in considerazione se non produce un rientro economico.<br />
Al problema ecologico sono dedicate le due ultime iniziative dell&#8217;azienda, <strong>EkoProFactory</strong> ed <strong>EkoPro</strong>: una fabbrica specializzata nella manifattura di problemi ecologici la prima, un dipartimento per lo studio e la valutazione degli stessi la seconda (come in ogni <em>corporation</em> che si rispetti, la ricerca ha un ruolo decisivo). Le due iniziative verranno presentate <em>in anteprima mondiale</em> presso la <strong>galleria A+A di Venezia</strong> da oggi 12 febbraio al 29 marzo 2003, in una mostra curata da <strong>Aurora Fonda</strong>, inaugurata da una conferenza cui parteciperanno <strong>Davide Grassi</strong> e <strong>Igor Stromajer</strong>, fondatori di <em>Problemarket.</em> I visitatori potranno acquistare a prezzo ridotto una quota di buco nell&#8217;ozono!</p>
<p><strong>(domenico quaranta)</strong></p>
<p>http://www.problemarket.com (offline)<br />
<a href="http://www.aksioma.org/problemarket" target="_blank">http://www.aksioma.org/problemarket</a></p>
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		<title>WWW for fake</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Dec 2002 12:58:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vtanni</dc:creator>
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		<category><![CDATA[hacktivism]]></category>
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		<description><![CDATA[L'impostura talvolta non deforma la realtà, ma ne crea una variante iperreale, rendendone i contorni più netti e comprensibili. Il 3 dicembre i siti plagiati...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;impostura talvolta non deforma la realtà, ma ne crea una variante iperreale, rendendone i contorni più netti e comprensibili. Il 3 dicembre i siti plagiati e modificati di due corporation dichiarate responsabili della morte di oltre 20.000 persone, <i>Dow-Chemical.com</i> e <i>BursonMarsteller.com</i>, pubblicano un falso comunicato stampa in cui dichiarano di essere amareggiati per la tragedia, ma fondamentalmente troppo legati ai propri interessi economici per poter ufficialmente ammettere responsabilità. Con migliaia di e-mail di protesta nei confronti delle società, e un eco mediatica internazionale fortissima (forse la pi_ importante nella storia dei fake sites) gli <b>Yesmen</b>, seguendo precise strategie anticorporative care a gruppi come <i>E-toy</i> e <i>RtmArk</i>, e operando con metodi &#8220;plagiaristi&#8221; vicini alle prime operazioni degli <i>01001011101011011.org</i>, segnano un altro importante &#8220;punto&#8221; nel loro tabellino di bravi hacktivisti.</p>
<p><strong>(luca bertini)</strong></p>
<p><a href="http://www.theyesmen.org/dow/#release" target="http://www.theyesmen.org/dow/#release">il finto comunicato stampa</a><br />
<a href="http://www.theyesmen.org" target="http://www.theyesmen.org">il sito degli yesmen</a><br />
<a href="http://www.rtmark.com" target="http://www.rtmark.com">il sito degli rtmark</a><br />
<a href="http://www.etoy.com" target="http://www.etoy.com">il sito degli etoy</a></p>
<p><b></b><br />
<a href="http://www.transparencynow.com/welles.htm" target="http://www.transparencynow.com/welles.htm">invasioni da marte</a><br />
<a href="http://news.bbc.co.uk/1/hi/world/75207.stm" target="http://news.bbc.co.uk/1/hi/world/75207.stm">Nat Tate</a><br />
<a href="http://www.bonsaikitten.com" target="http://www.bonsaikitten.com">gattini in bottiglia</a><br />
<a href="http://www.plagiarist.org" target="http://www.plagiarist.org">il plagio del plagio</a><br />
<a href="http://cgi.cnn.com/US/9706/05/pynchon/" target="http://cgi.cnn.com/US/9706/05/pynchon">il caso Pynchon</a><br />
<a href="http://www.0100101110101101.org/home/vaticano.org/indexx.html" target="http://www.0100101110101101.org/home/vaticano.org/indexx.html">Vaticano.org</a></p>
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		<title>RTmark e i siti parodia</title>
		<link>https://www.random-magazine.net/2001/11/rtmark-e-i-siti-parodia/</link>
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		<pubDate>Thu, 22 Nov 2001 19:02:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vtanni</dc:creator>
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		<category><![CDATA[activism]]></category>
		<category><![CDATA[fake]]></category>
		<category><![CDATA[website]]></category>

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		<description><![CDATA[L'anti-corporation di attivisti RTmark, già nota per una lunga serie di siti "plagiati", come quello che fece arrabbiare George W. Bush qualche anno fa...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;anti-corporation di attivisti <strong>RTmark</strong>, già nota per una lunga serie di siti &#8220;plagiati&#8221;, come quello che fece arrabbiare George W. Bush qualche anno fa, ha realizzato una parodia del sito del WTO (World Trade Organization) registrando il dominio gatt.org (il Gatt era il vecchio nome del wto). Come in altri casi  - ricordiamo vaticano.org, parodiato dagli 01.org &#8211; il sito è esteticamente identico a quello ufficiale, ma con contenuti detournati e sovversivi. In questi giorni però, dopo aver ricevuto minacce di chiusura dal WTO, il gruppo che gestisce il dominio incriminato ha lanciato un programma chiamato <strong>Yes I will</strong> che, scaricabile liberamente, permette a chiunque di realizzare in pochi minuti unÌefficace parodia di qualunque sito scelto. (v.t.)</p>
<p><a href="http://www.rtmark.com" target="_blank">http://www.rtmark.com</a><br />
<a href="http://www.gatt.org" target="_blank">http://www.gatt.org</a><br />
<a href="http://www.theyesmen.org/yesiwill" target="_blank">http://www.theyesmen.org/yesiwill</a><br />
<a href="http://www.gwbush.com" target="_blank">http://www.gwbush.com</a></p>
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