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	<title>Random Magazine - New Media Art / E-Culture &#187; spam</title>
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	<description>Random links about Art &#38; Technology</description>
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		<title>Spam, lovely spam</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2006 12:48:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vtanni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Essays Archive]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><!-- p.p1 {margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Cambria} --><em>Invadente, fastidioso e costoso. Lo spam è un protagonista ineludibile della “vita sullo schermo”. Con il suo catalogo strampalato di beni e servizi. Dalle pillole ai finti rolex, dalle lotterie miliardarie ai metodi di allungamento e allargamento di parti anatomiche. E se filtri e bloccaggi non funzionano, a rispondere ci pensano gli artisti&#8230;</em></p>
<p>C’è il principe nigeriano che invia improbabili proposte finanziarie, il dottorino in camice bianco con le sue pillole miracolose, e naturalmente &#8211; classico dei classici &#8211; l’esperto di sesso che promuove espedienti per l’allungamento del pene o la duplicazione della taglia di reggiseno. E poi mutui a prezzi stracciati, lotterie miliardarie, amicizie facili, diete miracolose, cartucce per la stampante, sigarette, orologi di marca. Gli stereotipi dello spam sono ormai entrati a far parte dell’immaginario collettivo e sono sempre più familiari ai frequentatori della Rete. Invadente, invasivo, impossibile da sconfiggere &#8211; nonostante filtri e bloccaggi -, il fenomeno della posta indesiderata rappresenta ormai, secondo stime recenti, più della metà del traffico giornaliero di e-mail. E oltre a innervosire, impensierire e a volte anche a infettare (su 100 mail di spam, 5 hanno un virus), grava pesantemente sui bilanci delle aziende.</p>
<p>La regola numero uno del decalogo anti-spam, si raccomandano gli esperti di sicurezza, è “non rispondere mai”. Viceversa, infatti, non si farebbe che confermare allo spammer che l’indirizzo è attivo e pronto a ricevere altre mail spazzatura. Ma c’è qualcuno che ha deciso di contravvenire a questa basilare regoletta. Così, per vedere l’effetto che fa. Lui si chiama <strong>Jonathan Lands</strong> e, manco a dirlo, è un artista (collabora, tra le altre cose, con i <strong>Negativland</strong>). Esasperato, ma anche incuriosito dai possibili effetti della “performance”, ha deciso di rispondere a tutti i messaggi ricevuti. Uno per uno. E molto seriamente. Il risultato, riunito in un sito e in un libro, è una spassosa e surreale raccolta di corrispondenza, battezzata con piglio aulico <em>The Spam Letters</em>. Lands si cala di volta in volta nei panni dell’avvocato, del medico, del pastore, della donna; inventa storie e racconta assurdità; risponde argomentando dettagliatamente oppure provoca con sarcasmo. Il progetto, dalle insospettabili qualità letterarie, si sforza di riutilizzare in modo creativo un fenomeno che viene vissuto a tutti gli effetti come un sopruso, una violenza, una prepotenza che subiamo disarmati. Un modo per “rispondere”, letteralmente, ma anche metaforicamente, agli effetti collaterali generati dal capillare sistema dei media.<br />
<em>Please do not spam art</em>, invece, firmato da <strong>Roman Minaev</strong> di <em>Trashconnection.com</em> è un software che permette di generare e inviare messaggi di spam costruendoli “artigianalmente”, lettera per lettera. Ma il progetto più ambizioso sul tema è <em>First Person Spam</em> (reinterpretazione della sigla videoludica FPS – First Person Shooter). Si tratta di un’installazione che permette al fruitore di muoversi, come in un videogioco in soggettiva, in un ambiente tridimensionale fatto interamente di spam. L’autore, il tedesco <strong>Malte Steiner</strong>, ha collezionato per mesi immagini e testi arrivati nella sua casella e-mail e li ha assemblati in un’architettura virtuale. La stanza, dotata di sensori sul pavimento, si trasforma in un vero e proprio “inferno” pubblicitario: lo spam, oltre a tappezzare le pareti, genera anche creature maligne, che il giocatore deve evitare per proseguire nel percorso.<br />
Indigesto e onnipresente come la carne in scatola da cui prende il nome (SPAM = spiced ham, una specie di Manzotin per capirsi), vero incubo alimentare per il Regno Unito in tempo di guerra, il virulento tsunami pubblicitario che subiamo quotidianamente portava già nel suo DNA una molecola di ironia allo stato puro. Non tutti sanno, infatti, che la decisione di ribattezzare la posta indesiderata con il nome del britannico maiale in lattina la dobbiamo ad un surreale e comicissimo sketch dei <strong>Monty Python</strong>. Nella scenetta, parte della popolarissima serie tv Flying Circus andata in onda negli anni Settanta, i protagonisti sono alle prese con un ristorante in cui tutte le pietanze sono a base di Spam. Tra una gag e l’altra, la parola incriminata finisce per essere pronunciata 94 volte in 3 minuti. La canzoncina, entrata ormai nella storia, ritornella così: “Spam spam spam spam. Lovely spam! Wonderful spam!”. Allora come oggi, istruzioni artistiche su come “smettere di preoccuparsi e imparare ad amare lo spam&#8221;.</p>
<p><strong>Valentina Tanni / 2006</strong></p>
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		<title>Spam Art</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Oct 2005 18:01:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vtanni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articles]]></category>
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		<description><![CDATA[Spam has become an unavoidable element of the networks. Annoying, intrusive, invasive, but always present. Its language, images and viral...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<iframe width="493" height="370" src="http://www.youtube.com/embed/4VoPzaUgBBE?fs=1&feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><p>Spam has become an unavoidable element of the networks. Annoying, intrusive, invasive, but always present. Its language, images and viral nature is now ispiring artists. <strong>Jonathan Lands</strong> wrote a book named <em>The Spam Letters</em>, <strong>Roman Minaev</strong> launches <em>Please do not spam art</em>, a blogger collects images in <em>Spampictures</em> and <strong>Malte Steiner</strong> set up an FPS in a spam world.</p>
<p>[ITALIAN BELOW]</p>
<p>Con lo spam combattiamo quotidianamente, in alcuni casi abbiamo imparato a conviverci. A volte ci diverte persino. Con le sue immagini improbabili, i suoi slogan sgrammaticati, i suoi maldestri tentativi di personalizzazione. Ma nonostante tutto, rimaniamo privi di armi efficaci per combatterlo. <strong>Jonathan Land</strong> invece di cestinare i messaggi ha risposto. A tutti e nel merito delle richieste ricevute. Il risultato À esilarante, intelligente, provocatorio. <strong>The Spam Letters </strong>è un sito e un libro. Spampictures, invece, è un blog-archivio delle immagini prese dai messaggi di spam, mentre sul rapporto spam/arte si basa <em>Please do not spam art </em>di <strong>Roman Minaev</strong>. Non poteva mancare la commistione con il mondo dei videogame, affrontata da <strong>Malte Steiner</strong>, autore di un FPS ambientato in un mondo pieno di cartelloni spam.</p>
<p><a href="http://thespamletters.com" target="_blank">http://thespamletters.com</a></p>
<p><a href="http://spam.trashconnection.com" target="_blank">http://spam.trashconnection.com</a></p>
<p><a href="http://spampictures.blogspot.com" target="_blank">http://spampictures.blogspot.com</a></p>
<p><a href="http://block4.com/fps/" target="_blank">http://block4.com/fps/</a></p>
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		<title>E-mail erosion</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Aug 2005 20:41:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vtanni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articles]]></category>
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		<description><![CDATA[E-mail erosion è un'installazione in grado di creare automaticamente una forma scultorea usando, come fonte per la determinazione delle forme...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>E-mail erosion</strong> è un&#8217;installazione in grado di creare automaticamente una forma scultorea usando, come fonte per la determinazione delle forme, il flusso di e-mail e spam. Il lavoro, visibile tramite quattro webcam, si serve di acqua e styrofoam biodegradabile.<br />
Commissionato da Rhizome ad un team composto da <strong>Annie Brissenden, Ethan Ham e Tony Muilenburg</strong>, <em>E-mail erosion</em> sfrutta l&#8217;azione di 4 bots (uno per ogni lato del &#8220;contenitore&#8221; della scultura) per riprodurre il flusso di dati delle email in una scultura in progress. La scultura, naturalmente, sarà collegata ad un sito web e i visitatori potranno inviare messaggi di posta elettronica, partecipando cosœ al processo di definizione della forma definitiva.</p>
<p><a href="http://www.emailerosion.org" target="_blank">http://www.emailerosion.org</a></p>
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